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SHINJUKU THIEF
The Scribbler

label: Cold Spring (2007)
Formato: CD
Genere: Neoclassical, Experimental
Artisti simili: In The Nursery

Dietro questo nome difficilmente pronunciabile si nasconde il musicista australiano Darrin Verhagen, attivo sulla scena da oltre 15 anni. Il lavoro in questione, “The Scribbler”, fu in origine pensato nel 1990 come supporto per una serie di immagini che riconducevano alla Praga di Kafka, nonché commissionato per questa precisa finalità. Venuto meno tale scopo, nel 1992 il suddetto disco fu rielaborato e pubblicato dall’etichetta Dorobo (ora defunta), di cui era proprietario lo stesso Verhagen. Solo adesso la Cold Spring lo salva dall’anonimato grazie a questa ristampa, dando sicuramente la visibilità meritata ad un disco che sembra non risentire del peso degli anni. Siamo dinnanzi ad un’opera tanto maestosa, quanto ambiziosa, una sorta di concept i cui movimenti sono scanditi dai titoli, mentre le immagini che in un primo momento dovevano essere commentate vengono ricreate dall’intensità della musica. Si avvicendano nel corso dell’album soprattutto temi neoclassici derivati con ogni probabilità da campionamenti e samples di varia natura, a cui si aggiungono morbidi movimenti di piano (caratterizzanti la parte centrale del disco), ma anche tappeti di tastiere dalla vena ambientale ed esplosioni di percussioni roboanti. E’ chiaro quindi che “The Scribbler” è avvicinabile ad una colonna sonora, tant’è che fu ideato con questo fine, ma riesce comunque a brillare di luce propria, senza il supporto delle immagini. In questa nuova edizione, avete la possibilità di gustare anche una versione ridotta del disco, usata come commento ad un video di 11 minuti diretto da Richard Grant (non proprio imperdibile) posto alla fine del CD. Tale album si presta molto bene anche a video installazioni ed è accostabile (a livello meramente indicativo) a varie opere degli In the Nursery risalenti agli anni ’90. Per la Cold Spring si tratta di una vera e propria scoperta, visto che Verhagen era pressoché sconosciuto al “grande” pubblico. Senza dubbio un’opera da rivalutare e riesaminare.

 TOP by Michele Viali [luglio 2007]