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ROME
Confessions d'un voleur d'ames |
Dopo appena qualche mese dall'uscita del suo primo cd di lunga durata, ecco uscire un nuovo lavoro partorito dalla mente creativa di Jerome Reuter, nome dietro cui si cela il progetto Rome.
Confessioni di un ladro di anime esce dopo il clamore suscitato dai due lavori precedenti, il mini-cd Berlin e il già citato debutto Nera. L'artista lussemburghese si accinge a ripercorrere le tracce che hanno portato alla popolarità artisti quali Derniere Volontè e Spiritual Front, con le dovute proporzioni. Convivono in questo cd svariati stili, sempre legati da un filo conduttore oscuro e romantico. Con questo cd Jerome esplora il suo lato più intimo, mettendo a nudo i suoi sentimenti in relazione a situazioni personali. Sono state trovate etichette più disparate per descrivere approci più "commerciali" al neo-folk, per me c'è solo voglia di non fermarsi ad un genere ormai saturo di ogni tipo di idea musicale e contenuti. Potrebbe essere descritto come un lavoro che unisce dark-wave, apocalyptic-folk, industrial e ambient oscuro.
La maturità raggiunta da Jerome permette a questo lavoro di elevarsi al di sopra delle uscite recenti del genere oscuro nelle sue svariate forme. Sono qui descritti i temi più cari a chi ama queste sonorità, romanticismo, decadenza, gioia, dolore, forza d'animo contenuti in questi splendidi 12 pezzi, musica e parole si perdono in una carezza delicata ed eterna. I suoni variano dalla dolcezza dei brani 5 e 9 in cui la chitarra mi ha ricordato qualcosa dei Cocteau Twins!, ai ritmi più incalzanti dei brani 9 e 10 legati alle radici industrial e marziali.
Il finale è lasciato al piano di L'adieu aux anciens, struggente e pacato dove la voce, sempre più lenta, descrive un commiato da brividi.
Cosa altro dire... tutte le strade del successo porteranno a Rome? |
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by Davide Di Carlo [maggio 2007] |
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