PPF + I-C-K
Individualistes/Collectivistes

label: Steelwork Machine (2006)
formato: LP
genere: Electro, Minimal, Industrial
artisti simili: Haus Arafna, Radio Murmansk

I due progetti francesi PPF e I-C-K hanno messo appunto nel 2005 due dischi dalla struttura identica con brani individuali nel lato A e lavori eseguiti a quattro mani nel lato B. Uno di questi due lavori, Chant de la lutte, è uscito su formato 7”; l’altro, di cui si parla in questa recensione, è stato pubblicato invece su LP in vinile rosso in un’edizione di 500 copie.

PPF (Propagande Pour Le Fait) propone una lunga traccia arricchita da un outro che mescola una bella base ritmica analogica con sferzate power industrial sulle urla di una voce distorta, fatto che cambia e arricchisce il suo stile rispetto ad album precedenti più noise o più d’atmosfera. I-C-K, progetto forse più noto grazie alla produzione Hau Ruck, è presente con quattro brani che mostrano una maturazione rispetto alle releases passate che non mi avevano convinto in pieno. Infatti, pur mantenendo il solito minimalismo che è marchio di fabbrica del progetto, si avverte, soprattutto nel brano Erosion of Liberties, un colto recupero di sounds anni 80 fuso con motivi più recenti e con la tipica, onnipresente ritmica ossessiva di I-C-K. Più in generale nei brani composti a quattro mani nel lato B (dove le sonorità di I-C-K sembrano avere il sopravvento) è forte lo sfruttamento e la citazione continua di basi analogiche derivate dalla scena electro che si sviluppò già a partire dalla fine degli anni 70; ma le vecchie sonorità non vengono scimmiottate, bensì usate in un contesto post-industrial, come già messo apunto di recente da formazioni quali Haus Arafna, o da alcuni progetti della Steinklang Industries come Radio Murmansk o Atrox.

Una divertente sperimentazione con momenti dance che mi ha pienamente soddisfatto e che non deluderà gli amanti del lo-fi.
 TOP by Michele Viali [giugno 2006]