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MORGENSTERN
Two Different Faces
LABEL - Ant Zen (2005)
FORMATO - CD (11 trks - 60:51)
GENERE - industrial technoid noise, darkambient
ARTISTI SIMILI - Synapscape, Asche, Sonar
A quattro anni di distanza dal suo precedente e acclamato “Cold”, la compositrice industrial noise Andrea Börner torna sulle scene presentando un nuovo lavoro incentrato su due differenti livelli emozionali. Andrea, attiva sotto il moniker Morgenstern dal 1993, ha collaborato in passato come tastierista negli Ars Moriendi e successivamente ha stretto rapporti di amicizia con i progetti conterranei Templegarden, Synapscape e Asche. Il titolare di quest’ultimo, Andreas Schramm, si unisce ufficialmente alla ‘stella del mattino’ per questo nuovo album. Negli anni la musica di Morgenstern ha sperimentato linee tribali e ritmiche unendole ad atmosfere darkambient, questa volta la commistione stilistica raggiunge il nome di “hypernoid state”, che come definisce la stessa Andrea unisce la dimensione hypnosis con l’ hysteria. Due differenti volti, da un lato una vitalità dirompente caratterizzata da una creatività aggressiva ed esplosiva, dall’altro si nascondono riflessioni cupe e sibilline che stazionano all’ombra della psiche.

Il brano introduttivo “Railing” serpeggia di ambientazioni oniriche, ornate di voci di infanti, e ritmiche striscianti. Un presagio iniziale che sfocia nelle successive abrasioni micronoise di “Faces of Phobia”, un sommesso delirio areato da ipnotiche voci messaline. Il livello ritmico si alza con la morbosa marcia technoid che prende il nome di “New Day”, un’asfissia neurale lacerata da evocazioni sinistre. “Looking Down a Hill” è un lungo interludio darkambient ricco di basse frequenze e monocromatiche forme cinetiche. Implosioni ferrose e patterns contratti dissolvono le ombre con la trascinante e stridente “Viewer”, emissioni acute addomesticate per pungere e deviare ogni movimento (Sonar NDR). Si torna ad osservare il canto di una lounge nera con le note di “Longing for Sand”, intricati fermenti di sottofondo e invisibili pannelli risonanti colorano l’aria di una sottile tensione magnetica. “Beasts”: macchine nefaste sorgono con sinuosi movimenti gassosi, per aggredire l’atmosfera con beats ruvidi e decisi (Synapscape NDR) che trasfigurano poi in linee più dirette e pressanti, rapidi spots vocali, urgenze ritmiche libere di deragliare su fobie psichiche di ogni genere. Nella misteriosa narrativa di “Frozen Moments” i suoni cercano di collegarsi i primi vagiti dell’industrial ambient, effetti essenziali per suggestioni profonde. In “Memories” esplode la forza ossessiva dei beats tribali e meccanici protagonisti del brano cardine dell’album, una traccia arricchita dalla sensualità dannata della voce di Andrea, e da rutilanti impulsi psicomotori per spingere il corpo dentro un tunnel di vertigine. Con “Radio Rip” riprende nuovamente il gioco del dualismo sensitivo con disturbate radiofrequenze dalle cadenze retrofuturibili. Lo svolgimento del tema termina qui, ma nei titoli di coda troviamo il remix di “Viewer” ad opera dell’insigne progetto fiammingo Sonar, non poteva essere più appropriata la scelta di rielaborare questo brano (già molto Sonar-iano di suo) da parte dei due disturbatori belgi, il nuovo volto di Viewer possiederà una silhouette percussiva più severa e corrosiva.

“this cd is dedicated to my two different faces & to all who enjoy life.
Listen up! (Morgenstern)”

 TOP by :twilight zone: [febbraio 2005]