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KRIEGSFALL U.
Kriegsfall U.

Label: Cold Spring / Mozgalom Records (2005)
Formato: CD
Genere: martial ambient - industrial

Aspettavo con ansia e trepidazione l’album di debutto di questo progetto ungherese che avevo avuto modo di apprezzare nel 7” split realizzato con Wappenbund e licenziato proprio dall’etichetta ungherese Mozgalom, dietro cui si nasconde Kriegsfall U.

Innanzi tutto è doveroso spendere due parole per l’artwork notevole: un digipak con un inserto apribile formato A3 su cui si staglia da un lato il bellissimo logo e un seducente quadro, mentre dall’altro lato troviamo i testi e le fotografie dei personaggi a cui è dedicato questo lavoro: Carlo IV, ultimo re d’Ungheria e Bela Hamvas, filosofo ungherese, messo a tacere nel dopoguerra, il cui pensiero era legato, tra gli altri, a quello di Evola.

Il disco è incentrato su un forte misticismo e sul tentativo di recuperare un’atmosfera, una religiosità e dei valori che erano stati cancellati nell’Europa orientale della seconda metà del novecento.

Il CD,piuttosto breve, -dura circa 38 minuti- è molto incisivo e convincente, sintomo che non servono per forza 70 minuti di musica per fare un buon lavoro. Si inizia con un brano introduttivo e programmatico che recita: “vitam et sanguinem pro Deo pro rege pro patria”. Belle percussioni marziali spesso arricchite da un rumorismo ritmico tipicamente industrial caratterizzano tutte le tracce, così come le voci che declamano discorsi a volte con incedere netto e sontuoso, a volte riverberate e filtrate su tonalità dimesse; ed è proprio nel brano The great man I the stance che viene usato un testo di Hamvas commentato da un bel motivo di organo. Temi tradizionali vengono utilizzati in più momenti ed accostati a cupi suoni di tastiera rotti da percussioni devastanti e inaspettate come in Standing by the truth e The ancient lords o sfumati in un intreccio riflessivo di voci e cori come in Those Who Are Still Waiting. Da menzionare anche Porta heroum, brano che difficilmente si dimentica con il suo incedere fiero e imperioso, martellante e insistente.

Pur rientrando di diritto nel novero dei progetti industrial marziali di matrice europea e europeistica (nel senso death-in-juniano del termine) Kriegsfall U. rimane difficilmente avvicinabile a qualche nome in particolare, splendendo di luce propria e non riflessa. Forse, a titolo meramente indicativo, per struttura dei brani, idee e provenienza questo nuova realtà ungherese ricorda un po’ i gloriosi Autopsia con cui –guarda caso- è stato realizzato di recente uno split che è già sulla mia lista della spesa!
 TOP by Michele Viali [gennaio 2006]