Dietro questo strano nome si cela Vincent Vallalon, già noto per essere un componente del gruppo techno-industrial Punish Yourself. La decisione di fondare il progetto parallelo Cheerleader 69 è dovuta alla necessità di dare alle stampe materiale di matrice ambient, utile soprattutto a commentare immagini cinematografiche, che altrimenti sarebbe rimasto inutilizzato data l’impossibilità di unirlo al sound aggressivo dei Punish Yourself.
Le sonorità proposte sono pulite e nitide, solo in due tracce è usata una base percussiva dall’incedere maestoso, per il resto l’autore opta per dei samples elettronici dilatati, accattivanti e mai ripetitivi. Non sempre però si riesce a creare quell’atmosfera che potrebbe essere commento ad un film, o che riesca a produrre immagini nella mente dell’ascoltatore, questo perché in sede di assemblaggio i brani risentono, a mio dire, di una certa aridità, scritti più con la tecnica che con l’ispirazione. Forse l’autore deve ancora fare esperienza in questo settore, anche se con questo Godriders in the sky mostra che ha buone capacità non solo nell’ambito dance.
Un disco riuscito a metà, comunque utile a farci conoscere un nome nuovo che non mancherà di maturare e realizzare opere più complete.
Edizione limitata a 500 copie, di cui alcune in vinile giallo. Copertina assai curiosa con riferimenti sovietici mescolati a ragazze pon-pon! |