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ATTRITION
The Eternity

label: Two Gods (2007)
formato: CD
Genere: neoclassical, electro, ambient
Artisti simili: Die Form, In the Nursery

Questo CD raccoglie due mini album pubblicati in passato dallo storico progetto inglese capitanato da Martin Bowes. Le prime 4 tracce racchiudono l’EP “The Eternity” stampato dalla Projekt di Sam Rosenthal nel 1997, i brani rispondono al classico sound degli Attrition, caratterizzato da una base electro molto fredda, la voce angelica di Julia Waller ed arrangiamenti neoclassici di archi. I toni passano dal trip hop di “I am (Eternity)” alla dance stile anni ’90 (vedi i più recenti Die Form) della successiva “Cold Genius”, pezzo scritto secoli fa dal compositore barocco Henry Purcell e ottimamente rivisitato in chiave electro. I passaggi finali sono più neoclassici tanto che il violino acquista un ruolo predominante in “Feel the Backlash” e “At the Fiftieth Gate”. La seconda parte del CD è la ristampa del mini “Kissing a Virtual Angel” stampato originariamente nel 1999 dall’etichetta italiana Ars Benevola Mater (fu il primo titolo di questa label!). Qui i suoni cambiano non poco discostandosi dagli standard degli Attrition per approdare a sperimentazioni che vedono in primo piano intrecci di archi curati dallo strumentista Franck Dematteis con lievi arrangiamenti elettronici in sottofondo. Se “Prelude”, “Metamorphosys” e “Illuminati” hanno andamenti neoclassici prevedibili con assoli di viola e violino, il brano “A Virtual Angel” vede la felice aggiunta di suoni stridenti che possono ricondurre ad alcuni motivi di Matt Howden. La chiusa affidata a “L’Echange” vede ancora l’incrocio di archi suonati con piglio avanguardistico e violini dall’andamento morbido che in questo caso riconducono ad andanti sonate classiche. La parte elettronica è fugace e la voce assente, fatti che fanno virare il mini verso lidi lontani da quelli che hanno segnato la lunga carriera degli Attrition pur garantendo un esito finale decisamente ambient. Tale ristampa fornisce un’ottima occasione per recuperare due lavori fuori catalogo, ma anche per scoprire due volti distanti e parimenti interessanti di questa sottovalutata realtà inglese. Se “Eternity EP” riesce a mettere d’accordo un po’ tutti i palati grazie alla presenza di basi elettroniche robuste, “Kissing a Virtual Angel” richiede un ascolto più attento e un orecchio abituato alle sperimentazioni neoclassiche.

 TOP by Michele Viali [novembre 2007]